Nella seconda di copertina Sheila Heti scrive:" Ti fa stare male, perché se lei non fosse una donna lo leggerebbero tutti, come fanno con Robinson Crusoe".
Questo libro, come se fosse un diario è scritto da una donna(senza nome) che raggiunge uno chalet di montagna per trascorrere un fine settimana con la cugina Luise e suo marito Hugo.
Accade però un evento inspiegabile, appare una parete trasparente e infrangibile che isola la donna dal resto del mondo.
Da quell'evento le sue giornate trascorreranno con un cane Lince, una mucca Bella e dei gatti, all'inseguimento della sopravvivenza.
L'angoscia e i momenti di estrema solitudine la spingeranno a ripensare al suo passato e la vita condotta: "pensai alle mie figlie come a delle ragazzine che trotterellavano attraverso il parco divertimenti, la mano nella mano. Le due adolescenti piuttosto sgradevoli, litigiose e senza cuore, che avevo lasciato in città, erano diventate all'improvviso del tutto irreali. Non sono loro che ho pianto, ma unicamente le bambine di tanti anni prima. Forse sembra molto crudele, ma non saprei davvero a chi mentire ancora, oggi. Posso permettermi di scrivere la verità".
Il corpo che con il duro lavoro inizia a sentirlo, muscoli che neppure pensava di possedere, "lo conoscevo già dal tempo della guerra, eppure avevo scordato quanto fosse terribile dipendere da un corpo insoddisfatto".
È emozionante procedere al ritmo lento della natura " ormai mi regolo col sole, oppure, quando è nuvolo, col volo delle cornacchie. Vorrei sapere che fine ha fatto il tempo esatto degli orologi, ora che nn esistono più esseri umani. Vivendo nella schiavitù è bene attenersi alle prescrizioni e non indisporre il padrone. Il tempo, quel tempo artificiale degli uomini, sminuzzato dal ticchettio degli orologi, non l' ho servito volentieri e questo mi ha spesso messo in difficoltà."
E con l'incalzare lento delle stagioni, con il raccolto che cambia, il clima, con i lavori che la protagonista impara a fare per adattarsi, siamo accompagnati nel cambiamento intimo di questa donna: "la parete mi ha costretta a iniziare una vita nuova, ma le cose che mi toccano veramente sono rimaste identiche a prima:la nascita, la morte,le stagioni, la crescita e il declino."
Ho avuto difficoltà con questo libro, spesso ho sperato finisse velocemente. Questo fiume in piena di parole, senza una pausa, senza divisione in capitoli non è nelle mie corde. Non mi piacciono i libri cosi descrittivi, so che è inevitabile per alcune storie, ma mi annoia e mi ha annoiata molto. È molto bello il rapporto che instaura con gli animali, come iniziano a comprendersi senza comunicare: "ho sempre amato gli animali in quel modo facile, superficiale, con cui la gente di citta si sente attratta da loro. Quando improvvisamente mi trovai a dipendere unicamente da loro, tutto cambió. Le barriere tra l'uomo e l'animale cadono molto facilmente. Apparteniamo ad un'unica grande famiglia".
Ho apprezzato anche molto la riflessione su come noi viventi abbiamo un'atavica paura dei morti "Bisogna infiorare le tombe, per essere liberi di dimenticarli". E di come spesso sentiamo di esistere e di essere viveri perché vi è riconoscimento da parte degli altri. Questa donna si taglia i capelli e osserva il suo viso che vede modificato e pensa che "dal momento che non esisteva più nessuno ad amarlo, quel volto mi sembrò del tutto superfluo. Era misero e nudo, e provai vergogna e non volli più averci a che fare. Potevo tranquillamente deporre la mia faccia, non serviva più".
Contestualizzando il periodo di scrittura, la modalità cruda e vera e che a farlo sia stata una donna , immagino l'importanza di questo libro, ma sicuramente non rientrerà coloro che mi hanno cambiato la vita o che mi porterò nel cuore.
Ho sentito in maniera forte che in questo libro compare un muro inspiegabilmente, ma ne cadono molti altri costruiti in una vita agiata precedente.
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